Fiore all'occhiello della biscotteria artigianale di Cilento, Vallo di Diano e Alburni, i Briganti cilentani sono deliziosi biscotti secchi mandorlati che raccontano l'anima autentica e rurale di queste zone, rappresentando il connubio perfetto tra semplicità contadina e ricchezza di sapori.
I Briganti si presentano con una forma irregolare, spesso allungata o a "tocchetto", dal caldo colore dorato dovuto alla cottura dorata e alla presenza delle mandorle tostate nell'impasto. All'olfatto regalano un profumo avvolgente di mandorla, miele e delicate note agrumate o speziate (a seconda delle varianti locali che prevedono l'uso di buccia d'arancia o cannella). All'assaggio offrono una consistenza croccante e fragrante, con una piacevole friabilità garantita dalla presenza della frutta secca intera o tritata grossolanamente. Il sapore è pieno, dolcemente equilibrato e mai stucchevole.
La ricetta di base rispetta pochi e genuini ingredienti della macchia mediterranea: farina di grano tenero (spesso di grani antichi locali), mandorle cilentane, zucchero, uova fresche, miele e olio extravergine d'oliva del Cilento DOP (o burro nelle varianti più moderne). L'impasto viene lavorato a mano, modellato in filoni, cotto una prima volta e poi tagliato a fette prima di un secondo rapido passaggio in forno per la tostatura finale.
Prodotto da forno / Biscotteria secca artigianale.
Campania (provincia di Salerno, tra Cilento e Vallo di Diano).
Disponibili tutto l'anno (con un picco di consumo durante le festività locali e la vendemmia).
Il nome di questi biscotti è un chiaro e orgoglioso omaggio alla storia del Meridione e, in particolare, alla figura dei "briganti" che nell'Ottocento trovavano rifugio e sostento tra le montagne pervie e i fitti boschi del Cilento.
La leggenda popolare narra che le donne del paese preparassero questi biscotti nutrienti e a lunghissima conservazione per gli uomini che vivevano alla macchia o per i contadini che si assentavano per giorni per la transumanza o il lavoro nei campi. Ricchi di calorie grazie alle mandorle e al miele, rappresentavano una scorta di energia fondamentale e un cibo da viaggio ideale, capace di resistere al tempo senza deteriorarsi.
Oggi i Briganti cilentani non sono più un cibo di sostentamento, ma un simbolo di valorizzazione culturale delle micro-economie agricole locali, in particolare legate alla coltivazione della mandorla cilentana.
Tre accorgimenti per portare in tavola i Briganti cilentani.
Per apprezzarne al meglio la fragranza, i Briganti cilentani vanno conservati in un contenitore di latta o in un vaso di vetro ben chiuso, al riparo dall'umidità. A differenza di altri biscotti secchi, mantengono la loro croccantezza per diverse settimane.
Danno il meglio di sé a fine pasto. La tradizione vuole che vengano "inzuppati" in un bicchiere di vino dolce da dessert, come un Passito di Fiano o un Moscato del Cilento DOC. Si sposano benissimo anche con amari erboristici locali o con un buon caffè espresso artigianale.
Oltre al classico consumo da soli o da inzuppo, sono ottimi sbriciolati come base croccante per dessert al cucchiaio, semifreddi alla ricotta di bufala o per accompagnare un gelato al fico bianco del Cilento.
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